Con questo omaggio a Boccioni prefuturista nei diversi soggiorni padovani la citta si riappropria di un’illustre memoria nota agli studiosi ma ignorata sia dagli stessi padovani che dal grande pubblico degli amatori d’arte. Vengono così ricostruiti puntualmente la biografia e gli intrecci di relazioni e di interessi che Boccioni aveva in citta consentendo in tal modo di ritessere e dare nuova consistenza a quel tratto di vita dell’artista 1900 1907 diviso tra Roma e Padova prima dell’ultima e definitiva parentesi milanese e futurista. Boccioni 1882 1916 arrivò a Padova con la famiglia all’eta di sette anni e ripartì con il padre impiegato di Prefettura per Catania e poi per Roma a sedici. Boccioni tornò a Padova ogni anno e nell’autunno del 1906 si fermò sei mesi dipinse soprattutto ritratti e iniziò il suo fondamentale diario detto appunto padovano . Il volume ricostruisce il contesto cittadino nel quale acquistano evidenza i soggetti che hanno attraversato la vicenda padovana di Umberto Boccioni a partire dalle presenze fondamentali della madre della sorella dell’amata Ines e della cugina pittrice Adriana Bisi Fabbri.
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Condition: COME NUOVO. Firenze, Giunti cm.23x27, pp.160, numerose figure a colori nel testo legatura editoriale copertina figurata. Catalogo della mostra: Firenze, Palazzo Vecchio, Sala dei Gigli, Sala della Cancelleria - Complesso di San Firenze, Sala della Musica, 16 aprile-27 luglio 2014. Esporre a Firenze Jackson Pollock, e confrontarlo con Michelangelo, è la sfida che Sergio Risaliti e Francesca Campana Comparini - ideatori e curatori della mostra - hanno lanciato per mettere sotto osservazione due civiltà e due linguaggi distanti e pure antitetici: uno fondato sul disegno che cerca con tutte le forze di rispettare l'ordine della natura e del divino; l'altro basato sulla fenomenologia dell'inconscio e sulla mistica geometria, perfetta rappresentazione di un universo in espansione. Ciò che accomuna Michelangelo e Pollock è il furore che entrambi trasmettono quando lavorano alle loro opere, una sorta di trance agonistica che li rende estranei al mondo esterno. Già nel Cinquecento si parlò di furia della figura per descrivere le linee serpentinate di alcune figure del Buonarroti, caratterizzate sovente anche dal non-finito, scelta formale per esaltare espressivamente il conflitto tra bellezza compiuta e ingombro dell'informe. In Pollock il concetto guida adottato in mostra è invece quello della figura della furia, un'idea che ben definisce la pittura vitale, violenta e potente del pittore americano che con i suoi drip-painting stupì molti suoi contemporanei, così come era accaduto con il terribile Giudizio di Michelangelo nel XVI secolo. A cur di S. Risaliti, F. Campana Comparini. Firenze, Palazzo Vecchio, Sala dei Gigli, Sala della Cancelleria, 2014. Seller Inventory # 221732
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Condition: Nuovo. Dettagli LibroSku: PZZLB22785ISBN: 9788809794801Titolo: Jackson Pollock. La Figura Della Furia. Catalogo Della Mostra FirenzeAutore: Sergio Risaliti, Francesca Campana CompariniEditore: Giunti EditoreAnno: 2014Pagine: 160Formato: RilegatoCatalogo della mostra: Firenze, Palazzo Vecchio, Sala dei Gigli, Sala della Cancelleria - Complesso di San Firenze, Sala della Musica, 16 aprile-27 luglio 2014. Esporre a Firenze Jackson Pollock, e confrontarlo con Michelangelo, è la sfida che Sergio Risaliti e Francesca Campana Comparini - ideatori e curatori della mostra - hanno lanciato per mettere sotto osservazione due civiltà e due linguaggi distanti e pure antitetici: uno fondato sul disegno che cerca con tutte le forze di rispettare l'ordine della natura e del divino, l'altro basato sulla fenomenologia dell'inconscio e sulla mistica geometria, perfetta rappresentazione di un universo in espansione. Ciò che accomuna Michelangelo e Pollock è il furore c. Seller Inventory # PZZLB22785