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Fabrizio Serra editore, 2018, pp. 164 con figure in bianco/nero n.t. NUOVO -- Il volume è strutturato in cinque capitoli. Il primo avvicina il lettore ad una terra morfologicamente complessa, anticipando le difficoltà del viaggiatore a superare strutture vulcaniche (fuoco) e quote considerevoli (neve). La suddivisione nei settori settentrionale, centrale e meridionale aiuta, invece, a separare nella conoscenza e ad integrare nel percorso le differenti geografie, quasi spezzando il viaggio in più tappe. Il secondo capitolo è la descrizione di più viaggi in tempi differenti, grazie allo spoglio puntuale di fonti greche, romane, bizantine, arabe. Il lettore, con ben poco sforzo di immaginazione, vedrà una royal road, sentirà passare great armies, seguirà il movimento di emperors, captains and young lovers. Ancor di più, quasi a volo di uccello, seguirà pilgrims and troops in movement, traccerà percorsi across the volcanoes, cercherà a road which isn't there. Una anticipazione di quanto verrà sviluppato nell'ultimo capitolo risiede nell'uso di termini quali slopes, diagonal e zigzag, termini che descrivono la morfologia del territorio non solo in termini qualitativi ma anche numericamente, grazie all'utilizzo di un Sistema Informativo Geografico; il lettore potrà così tracciare una linea ideale di congiunzione tra il punto A di partenza ed il punto B di arrivo, ma la tridimensionalità del territorio, gestita e visualizzata con lo strumento GIS, guiderà il moderno viaggiatore virtuale su strade reali. Questi i percorsi descritti nei capitoli terzo e quarto, quasi in compagnia di Strabone, Plinio ed Erodoto. Ciò che appare evidente, ed in tutti i capitoli, è che la conoscenza del territorio, o meglio la capacità di visualizzare il landscape, era per gli antichi prerogativa essenziale, con la capacità di 'pesare' (ovvero associare un peso) i singoli aspetti del percorso (quota, pendenza, direzione, stagionalità) e, quindi, di 'scegliere tra' i vari percorsi quello ottimale, non necessariamente quello più breve ma, forse, quello più agevole. Contents: Giuseppe Salemi, Vecchie strade e nuovi percorsi; Guido Rosada, Nella terra del sorgere del sole (Anatolia); Ergün Lafli, Ancient itineraries in central-southern Anatolia; Jacopo Turchetto, Notes on the road, before the journey begins…. Per Cappadociae partem… iter feci: I. Land of fire and snow. Morphological notes on central and southern Cappadocia: 1. By the K1z1l1rmak: the volcanoes in the northern sector; 2. Between the volcanoes and the plateau: the central sector; 3. By the slopes of the Taurus: the southern sector: 3. 1. From Nigde to Eregli: the south-western sector; 3. 2. From Kemerhisar to the Cilician Gates: the south-eastern sector. II. Travelling with the ancients: 1. The routes of Cappadocia in the Greek and Roman sources: 1. 1. Along the geographers' route from Garsáoura to Mázaca…; 1. 2. …and along a royal road; 1. 3. Onwards to the Cilician Gates in command of great armies; 1. 4. Towards the South, beyond the Cilician Gates: a road for emperors, captains and young lovers. 2. Byzantines, Arabs and others. Sources from the early Byzantine era. The routes of a land to be conquered: 2. 1. Fathers of the Church, pilgrims and troops in movement within the area of the 'Underground Granaries'; 2. 2. Across the volcanoes with Ibn Hurdadbih; 2. 3. From the Cilician Gates to Tyana: a road which isn't there; 2. 4. To the (northern) slopes of the Taurus; 2. 5. Along the diagonal between Eregli and Kayseri. III. (Re)discovering Cappadocia on horseback. Explorers and travellers from the fifteenth to the twentieth century: 1. On this and that side of the river at the foot of the Taurus; 2. From Kayseri to Eregli, passing by the 'Fortress of the Black Camel'; 3. From central Cappadocia to the slopes of the Taurus; 4. From Aksaray to Yesilhisar. A zigzag journey across the plateau. IV. The ancient road network of a central periphery: 1. Routes of central Cappadocia. From Colonia Archelai.
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