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Cm. 32, cc. (4) 38, 485 [ultima carta bianca mancante]. Bellissimo marchio tipografico giuntino al frontespizio, ripetuto al colophon. Bella ed elegante legatura di inizi Ottocento in piena pelle; dorso a 4 ampi nervi decorati, con titoli e ricchi fregi in oro agli scomparti. Piatti inquadrati da filetto dorato con fregi impressi a secco. Tagli spruzzati. Timbretto di biblioteca privata alle carte di guardia e traccia di antiche firme di possesso al frontespizio. Trascurabili arrossature limitate a poche carte, antico e piccolo restauro all'angolo bianco dell'ultima carta. Esemplare di non comune freschezza e ottimamente conservato. Rara edizione giuntina in folio delle celebri Deche di Tito Livio tradotte in volgare dal fiorentino Iacopo Nardi (1473-1563). L'opera contiene ciò che è sopravvissuto (ovvero la prima decade, la terza, la quarta e meta della quinta) del monumentale e celeberrimo lavoro intitolato Ab Urbe Condita, originariamente composto di 142 libri dedicati alla storia di Roma, dalla fondazione fino al 9 a.C. Il testo dell'opera è preceduto da una nota rivolta al lettore ove sono spiegati i criteri filologici seguiti nel lavoro di traduzione. Rispetto alla prima del 1540, la presente edizione è arricchita di un ampio indice delle Deche, da una Tavola de Re, et Consoli, da un indice dei Vocaboli Toscani in diversi luoghi usati dal Traduttore e infine da una raccolta Sentenze e Detti Notabili estratti dall'opera di Livio. â à questa la più pregevole edizione di questa niente meno pregevole traduzione (del Nardi), per le aggiunte, promesse nel titolo, e mantenute tutte nel principio del libro" (Paitoni). "Traduction estime, dont la premire dition de Venise, Giunti, 1540, est fort infrieure celle-ci." (Brunet, III, 1112). Cfr. Iccu; Camerini, 606; Adams, L-363; Paitoni, II, p. 212. . . . . . . 0. .
Seller Inventory # 15447
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