Language: Italian
Published by Brepols Publishers, Turnhout, 2007
ISBN 10: 2503510337 ISBN 13: 9782503510330
Seller: Luigi De Bei, PREGANZIOL, TV, Italy
First Edition
Hardback. Condition: As New. Dust Jacket Condition: As New. prima edizione. La Musica nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo dal 1637 al 1810.a cura di P.Palermo & P.Pecis.Turnhout 2007 Brepols Publishers Pagine 350 210 x 260 mm.hardback Size: 210 x 260 - Language : Italian text - codice articolo 001109.
Seller: Libreria Studio Bosazzi, Firenze, FI, Italy
Rilegato. Condition: nuovo. Pages: 526 p. Language(s):Italian. Publication Year:2011. Brepols. ISBN: 978-2-503-51033-0. Hardback --- Summary From its very creation the musical chapel of Santa Maria Maggiore in Bergamo was always one of the most outstanding of the North-Italian ecclesiastical institutions. Among the maestri di cappella there were musicians of the calibre of Gasparo de Albertis, Pietro Vinci, Ippolito Camaterò, Giovanni Cavaccio, Maurizio Cazzati and Giovanni Battista Bassani to mention just a few. To these we should certainly add two illustrious organists: Giovanni Battista Quaglia and Giovanni Legrenzi. Inevitably the presence of these important composers has generated a series of important studies, all of which focus on the 16th- and early 17th-century history of the chapel. The following periods, however, have been substantially overlooked by modern research, or at most approached merely with reference to Johann Simon Mayr and his pupil Donizetti. Paola Palermo and Giulia Pecis Cavagna's book, which aims to fill this large gap, examines the period ranging from 1657, the year of Cazzati's departure, to 1810, by when Mayr had been maestro for some time. An impressive array of documents all of which can be consulted on a CD-Rom attached to the volume help to reconstruct not only the activities of this important institution (with its various maestri, regular members and temporary collaborators), but also the church's liturgy, an aspect which naturally had a close bearing on the chapel's functions. Liturgical aspects are also discussed in Rodobaldo Tibaldi's afterword, which assesses the chapel's individual features and repertoires against the broader context of the North-Italian chapels from the latter half of the 16th century to the end of the 18th. The book comes with a valuable appendix listing all the musicians (salaried and otherwise) associated with the chapel and mentioned in the documents. La cappella della basilica di Santa Maria Maggiore in Bergamo ha sempre rappresentato, fin dalla sua fondazione, una delle istituzioni ecclesiastiche più prestigiose dell'Italia settentrionale; nel corso del xvi secolo maestri di cappella furono musicisti come Gasparo de Albertis, Pietro Ponzio, Pietro Vinci, Ippolito Camaterò, mentre nel secolo successivo si alternarono figure fondamentali come Giovanni Cavaccio, Alessandro Grandi, Tarquinio Merula, Maurizio Cazzati, Giovanni Battista Bassani, solo per citarne alcuni (senza dimenticare gli organisti Giovanni Battista Quaglia e Giovanni Legrenzi). Compositori così importanti non potevano non stimolare studi sull'istituzione musicale come quelli, ormai classici, di Gary Towne, di Alberto Colzani e, soprattutto, di Maurizio Padoan, che si sono concentrati sul xvi e sulla prima metà del xvii secolo; molto meno frequentati dagli studi moderni sono i periodi successivi, visti eventualmente solo alla luce della figura di Johann Simon Mayr e del suo allievo Gaetano Donizetti. Il volume di Paola Palermo e di Giulia Pecis Cavagna si prefigge lo scopo di colmare questa lacuna, prendendo in esame il periodo che va dal 1657, anno della partenza di Cazzati, al 1810, quando maestro di cappella è già da qualche tempo Mayr. Attraverso un'impressionante quantità di documenti, tutti consultabili in un CD-Rom allegato al volume, viene ricostruita l'attività della cappella musicale, dei maestri di cappella che si succedettero, degli organici fissi e straordinari, e della realtà liturgica della basilica, indispensabile per il corretto inquadramento dell'istituzione stessa. Quest'ultimo aspetto viene affrontato da Rodobaldo Tibaldi nella postfazione, in cui si riesaminano le specificità della cappella di Santa Maria Maggiore e, per quanto possibile, del suo repertorio nel più ampio quadro della storia delle cappelle musicali nord-italiane dalla seconda metà del Seicento alla fine del Settecento. Il volume è corredato di un prezioso dizionario che elenca tutti i musicisti, stipendiati o meno, correlati con la cappella di Santa Maria Maggiore e citati all'interno dei vari documenti.