Results (1 - 4) of 4

Show results for

Product Type

  • All Product Types
  • Books (4)
  • Magazines & Periodicals
  • Comics
  • Sheet Music
  • Art, Prints & Posters
  • Photographs
  • Maps
  • Manuscripts &
    Paper Collectibles

Refine by

Condition

Binding

Collectible Attributes

Bookseller Location

  • All Locations

Bookseller Rating

Severino, Marco Aurelio [Alt.: Severinus, Marcus Aurelius]

Published by Apud Joannem à Kerckhem [Johann van Kerckhem], Lugdunum Batavorum [Leiden] (1724)

Used Hardcover

Quantity Available: 1

From: The Book Gallery (Jerusalem, Israel)

Seller Rating: 5-star rating

Add Book to Shopping Basket
Price: US$ 430.00
Convert Currency
Shipping: US$ 14.95
From Israel to U.S.A.

Destination, Rates & Speeds

Item Description: Apud Joannem à Kerckhem [Johann van Kerckhem], Lugdunum Batavorum [Leiden], 1724. RARE 18th-century dissertation on the subject of Abscess by Marco Aurelio Severino [Marcus Aurelius Severinus], a Neapolitan physician and surgeon active during the 16th century. The book deals with the various forms of Abscess and related maladies, and dwells on its surgical treatment. The book features b&w plates with illustrations of surgeries and of some extreme cases of Abscess. 220x180mm. 557 pages. Patterned half-leather Hardcover. Cover worn and stained. Cover upper corners peeling. Rear cover bottom corner and spine bottom edge slightly peeling. Spine edges bumped/creased. Front whitepage and 2 pre-title pages upper edge loose from binding. Binding slightly visible between whitepage and frontispiece. Pages rough-cut as published. Pages yellowing and wavy. [SUMMARY]: This valuable 18th-century illustrated medical textbook is in good condition. The book is in : Latin. Bookseller Inventory # MA 03 17

More Information About This Seller | Ask Bookseller a Question 1.

Item Description: Impensis Ioannis Beyeri, Typis Casparis Rotelii - Francofurti, FRANCOFORTE, 1663. Book Condition: DISCRETO USATO. LATINO Seicentino in 4°, rilegata in tutta prgamena, titolo manoscritto al dorso, evidenti segni del tempo, quali fioritura sparsa, scritte su piatti, tagli e pagine bruniti, fori di tarlo e su una ventina di pagine evidente lavorio di tarlo al testo. Magnifica antiporta riproducente quella dell'edizione del 1643, scritta "A. R. M. D. emptus (acquistato) Neapoli Anno Domini 1716". Su frontespizio scritta ex libris "Est . Med. Chirg. Alexandri Rubino". Scritta su controguardia. Presenta lettera dedicatoria della I e della II edizione, segnatura dei fascicoli, richiami, indice dei capitoli, ricco indice delle cose, dei vocaboli e delle storie. Belle illustrazioni in nero, fuori testo. Eleganti testatine, capilettera e finalini in nero. Bookseller Inventory # SET0315-134F

More Information About This Seller | Ask Bookseller a Question 2.

Marci Aurelii Severini De abscessuum recondita natura: Severino Marco Aurelio,

Item Description: apud Joannem à Kerckhem,, Lugduni Batavorum, 1724. In 4°; (38), 557, (59) pp. e 21 c. di tav. fuori testo a piena pagina compreso il primo frontespizio inciso con emblemi. Bella legatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto da mano coeva al dorso, una pecetta in pergamena anticamente applicata al piatto anteriore, ininfluente, e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. L’esemplare presenta una carta bianca aggiunta all’inizio e alla fine del volume. Questo esemplare è unico in quanto pur non presentando il ritratto dell’autore presente nelle altre copie conosciute, è l’unico esemplare censito in ICCU e bibliografie che presenta un numero di 20 tavole fuori testo (comprese le 3 più volte ripiegate) invece delle 17 presenti negli altri esemplari. Quindi questo esemplare possiede tre tavole completamente sconosciute alle altre copie. Trattasi probabilmente di esemplare di presentazione o prova. Marco Aurelio Severino (Tarsia provincia Cosenza, 1580 – Napoli, 1656) fu celebre lettore di Anatomia e Chirurgia nello Studio di Napoli dal 1622 al 1645, nonché medico di chirurgia pratica presso il nosocomio degli Incurabili di Napoli. Teorico e operatore diretto di una chirurgia attiva detta da lui stesso ‘del medicar crudo’, fu valente anatomista e pubblicò la Zootomia democritea la prima opera di anatomia comparata. Fu tra i più celebri medici e chirurghi del suo tempo e sembra che sia stato allievo di Tommaso Campanella, di Giulio Iasolino. Fu tra i primi chirurghi ad operare certi tipi di pazienti tanto che già nel 1625 scrisse "Ho fatto per primo questo tipo di operazione in Napoli, essendo tuttavia stato contestato al principio da altri medici, che protestarono presso i Governatori e Intendenti dell’Ospedale, dato che credevano che essa potesse esporre i pazienti ad un grave rischio" (libera traduzione dal latino di De efficaci medicina, 1646, p. 62). Evidentemente l’opera di Severino non venne apprezzata dai colleghi, che, attenti soprattutto a lenire il dolore provocato dalle lesioni, si astenevano generalmente dall’aggredire il male con azioni che potessero peggiorare una sintomatologia dolorosa. Il principio ispiratore di Severino era al contrario quello di intervenire immediatamente, allorquando a suo parere era chiaro che il processo patologico non mostrava segni di risoluzione spontanea. Severino cercò di dimostrare la validità della tesi di un rapido intervento, seppur doloroso ma risolutivo, contro un’attesa improduttiva, sia nella pratica, che con il sostegno di citazione di altri Autori tra cui Prospero Alpino (1553-1616), che nel De Medicina Aegyptiorum aveva difeso l’uso del ferro e del fuoco già praticato dagli antichi Egizi con successo. Nel 1632 Severinopubblicò la sua prima opera chirurgica il De recondita abscessum natura, sulla natura nascosta degli ascessi: egli era convinto che la maggior parte delle malattie esitava con la produzione di un ascesso, nel cui concetto comprendeva forme differenziate di lesioni patologiche, quali formazioni innaturali, escrescenze, tumori e rigonfiamenti indipendentemente dalla natura e causa determinante. Per quanto riguarda la terapia, Severino propose di evitare di ritardare l’apertura di un ascesso con bisturi (ferro) nel caso in cui abbia raggiunto lo stadio di maturazione, cioè se la materia che lo forma è ‘cotta’. Tuttavia, se la materia permane allo stato ‘crudo’, o se evolve lentamente, Severino non ha dubbi sul metodo di recidere l’ascesso per mezzo di un ferro rovente (ferro e fuoco), il cui calore trasmesso fa raggiungere a maturazione rapida la materia al grado di ‘cozione’, mentre il ferro permette l’eliminazione chirurgia della lesione. Non bastò a Severino la pubblicazione del De recondita per far ridurre proteste e denunce: non aiutava certamente il linguaggio di scrittura in latino che se permetteva una divulgazione delle sue idee in un ceto colto e specializzato, non era la via comunicativa più idonea nei riguardi di un’utenza ospedaliera, fatta di pazienti generalmente inc. Bookseller Inventory # 6563

More Information About This Seller | Ask Bookseller a Question 3.

Marci Aurelii Severini . De abscessuum recondita: Severino Marco Aurelio

Item Description: apud Joannem à Kerckhem, Lugduni Batavorum, 1724. In 4°; (38), 557, (59) pp. e 21 c. di tav. fuori testo a piena pagina compreso il primo frontespizio inciso con emblemi. Bella legatura coeva in piena pergamena con titolo manoscritto da mano coeva al dorso, una pecetta in pergamena anticamente applicata al piatto anteriore, ininfluente, e per il resto esemplare in buone-ottime condizioni di conservazione. L'esemplare presenta una carta bianca aggiunta all'inizio e alla fine del volume. Questo esemplare è unico in quanto pur non presentando il ritratto dell'autore presente nelle altre copie conosciute, è l'unico esemplare censito in ICCU e bibliografie che presenta un numero di 20 tavole fuori testo (comprese le 3 più volte ripiegate) invece delle 17 presenti negli altri esemplari. Quindi questo esemplare possiede tre tavole completamente sconosciute alle altre copie. Trattasi probabilmente di esemplare di presentazione o prova. Marco Aurelio Severino (Tarsia provincia Cosenza, 1580 - Napoli, 1656) fu celebre lettore di Anatomia e Chirurgia nello Studio di Napoli dal 1622 al 1645, nonché medico di chirurgia pratica presso il nosocomio degli Incurabili di Napoli. Teorico e operatore diretto di una chirurgia attiva detta da lui stesso 'del medicar crudo', fu valente anatomista e pubblicò la Zootomia democritea la prima opera di anatomia comparata. Fu tra i più celebri medici e chirurghi del suo tempo e sembra che sia stato allievo di Tommaso Campanella, di Giulio Iasolino. Fu tra i primi chirurghi ad operare certi tipi di pazienti tanto che già nel 1625 scrisse "Ho fatto per primo questo tipo di operazione in Napoli, essendo tuttavia stato contestato al principio da altri medici, che protestarono presso i Governatori e Intendenti dell'Ospedale, dato che credevano che essa potesse esporre i pazienti ad un grave rischio" (libera traduzione dal latino di De efficaci medicina, 1646, p. 62). Evidentemente l'opera di Severino non venne apprezzata dai colleghi, che, attenti soprattutto a lenire il dolore provocato dalle lesioni, si astenevano generalmente dall'aggredire il male con azioni che potessero peggiorare una sintomatologia dolorosa. Il principio ispiratore di Severino era al contrario quello di intervenire immediatamente, allorquando a suo parere era chiaro che il processo patologico non mostrava segni di risoluzione spontanea. Severino cercò di dimostrare la validità della tesi di un rapido intervento, seppur doloroso ma risolutivo, contro un'attesa improduttiva, sia nella pratica, che con il sostegno di citazione di altri Autori tra cui Prospero Alpino (1553-1616), che nel De Medicina Aegyptiorum aveva difeso l'uso del ferro e del fuoco già praticato dagli antichi Egizi con successo. Nel 1632 Severino pubblicò la sua prima opera chirurgica il De recondita abscessum natura, sulla natura nascosta degli ascessi: egli era convinto che la maggior parte delle malattie esitava con la produzione di un ascesso, nel cui concetto comprendeva forme differenziate di lesioni patologiche, quali formazioni innaturali, escrescenze, tumori e rigonfiamenti indipendentemente dalla natura e causa determinante. Per quanto riguarda la terapia, Severino propose di evitare di ritardare l'apertura di un ascesso con bisturi (ferro) nel caso in cui abbia raggiunto lo stadio di maturazione, cioè se la materia che lo forma è 'cotta'. Tuttavia, se la materia permane allo stato 'crudo', o se evolve lentamente, Severino non ha dubbi sul metodo di recidere l'ascesso per mezzo di un ferro rovente (ferro e fuoco), il cui calore trasmesso fa raggiungere a maturazione rapida la materia al grado di 'cozione', mentre il ferro permette l'eliminazione chirurgia della lesione. Non bastò a Severino la pubblicazione del De recondita per far ridurre proteste e denunce: non aiutava certamente il linguaggio di scrittura in latino che se permetteva una divulgazione delle sue idee in un ceto colto e specializzato, non era la via comunicativa più idonea nei riguardi di un'utenza ospedaliera, fatta di pazienti generalmente in. Bookseller Inventory # 4527

More Information About This Seller | Ask Bookseller a Question 4.

Results (1 - 4) of 4