"Le donne, lo so,
non dovrebbero scrivere;
ma io scrivo
perché tu possa leggere
da lontano nel mio cuore"
Marceline Debordes-Valmore (1786-1859)
Non avrebbero dovuto, e invece hanno scritto. Per nostra fortuna, e per nostro scandalo. Tanto, e bene. Con il cuore esultante o ferito, con la mente svagata o precisissima, e a volte con il sangue e nella solitudine. Rendiamo onore a tanti (tra i tantissimi) poeti con il nome di donna che hanno offerto la loro voce alla vita di tutti. Hanno dato rilievo alle grandi domande di giustizia, di bellezza, di vero, che animano in epoche e culture diverse il cuore e la ragione di ciascuno, uomo o donna che sia.
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