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medimops, Berlin, Germany
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Tra il 1968 e il 1980 Artur Rubinstein, nato nel 1887, scrive l'autobiografia mettendo insieme milleduecento pagine nelle quali non solo racconta di sé ma dipinge un personaggio da consegnare alla storia, un personaggio che, dotato da Madre Natura di enormi potenzialità, passa lentamente dalla dissipazione all'autocoscienza ed infine alla saggezza.
Questo percorso è in sostanza veritiero. E tuttavia il personaggio è costruito — sagacemente costruito — attraverso la smussatura di molti angoli e attraverso la messa in ombra o la soppressione o l'enfatizzazione di certi particolari.
L'autobiografia non è agiografica, questo no, ma la realtà dell'uomo e dell'artista è un po' più complessa e un po' più contradditoria di come vi appare. In fondo, però, Rubinstein stesso ci dà la chiave per capirlo veramente, più che in milleduecento pagine, in due frasi che pronuncia in un convegno e che cita di passata nell'autobiografia: "Amando la vita come io l'amo, sono pervenuto alla conclusione che brutti periodi sono necessari affinché ci si possa rendere conto di quanto sia meravigliosa e interessante. Le mie decisioni sono sempre state il frutto di una scelta fra due alternative e alla fine è sempre stata la spinta della passione ad avere la meglio". Ciò vale sia per l'uomo che per l'artista, anzi, per concertista che resta stilla scena per ben settantasei anni, dall'esordio a Berlino nel 1900 all'ultimo recitai a Londra nel 1976. La passione guida il cammino di Rubinstein, e alla sua passione il pubblico risponde con appassionato consenso.
Title: Artur Rubinstein. Lo sciupafemmine
Publisher: Zecchini
Publication Date: 2006
Binding: Soft cover
Condition: very good