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In-4° (cm. 20,5 x 15,5), pp. 392 (ma 292); (2), 76, (1), 13 belle tavole simboliche incise in rame a piena pagina, raffiguranti pianeti, sole e luna, il coro filosofico, il cerchio magico, la gabbia delle Sibille e un'incisione alchemica rosacrociana stampata in rosso con il suo motto 'character adeptorum in cruce sub sphaera venit sapienia vera' (Il carattere degli adepti è nella croce, sotto la sfera giunge la vera saggezza), ripetuta in nero al verso del secondo frontespizio. Legatura coeva in piena pelle, dorso a cinque nervi, titolo su tassello e ricchi fregi in oro, tagli rossi. Leggeri restauri agli angoli e alle cuffie. Buon esemplare, fresco. Due rarissimi trattati alchemici: il primo 'La Chymica Vannus' definita dal De Guaita l'opera più misteriosa e più famosa fra quante ne annoveri la secolare storia dell'Alchimia, chiunque ne sia stato l'autore; generalmente attribuita a Thomas Vaughan; il secondo, intitolato 'Commentatio de pharmaco catholico', è un trattato puramente alchemico, scritto in tedesco da Johan de Monte-Snyder e tradotto in latino dallo stesso autore di "Chymica vannus", dove vengono descritti i procedimenti per trasformare i metalli in oro attraverso alla sette operazioni ermetiche Nel cuore della tradizione rosacrociana e dell alchimia spirituale del XVII secolo, la Chymica Vannus si presenta non come un semplice manuale di laboratorio, ma come un viaggio simbolico verso la purificazione dell anima. Scritta in una prosa ricca di allegorie, prefazioni sibilline e dialoghi interiori, l opera invita il lettore a decifrare un linguaggio nascosto dove mercurio, pietra filosofale e spiriti degli elementi diventano metafore di una trasformazione interiore. L alchimia non è solo manipolazione delle sostanze, ma pratica iniziatica per conoscere la realtà profonda. La materia non è solo materia; è un microcosmo in grado di riflettere e guidare il macrocosmo dell uomo. Attraverso laboriose meditazioni e istruzioni simboliche, la Chymica Vannus propone una rigenerazione dell individuo, dove l unità tra Spirito e Materia è la chiave per accedere a verità spirituali nascoste tra i veli della quotidianità. Thomas Vaughan, alchimista, filosofo, esoterista e cabalista gallese, esponente dei Rosacroce, che scrisse sotto lo pseudonimo di Eugenio Filalete alcune opere di magia e occultismo, fra cui la prima traduzione in inglese dei manifesti rosacrociani 'Fama Fraternitatis' e 'Confessio Fraternitatis'. Era fratello gemello del poeta Henry Vaughan. Confessando di «aver cercato a lungo la pietra filosofale», Vaughan divenne seguace della dottrina iatrochimica di Paracelso, respingendo il sistema aristotelico degli elementi, e impegnandosi in una serie di esperimenti innovativi per produrre farmaci paracelsiani, che distribuiva come preparati terapeutici, con cui intendeva portare avanti il rinnovamento rosacrociano dell'alchimia iniziato con Libanius Gallus e Giovanni Tritemio. E' considerato anche un precursore di Steiner, infatti Rudolf Steiner nell' ideazione del termine "Antroposofia" si ispirò alla figura e all'opera del rosacrociano Thomas Vaughan. Secondo la concezione di Vaughan (ed in generale dell' intero movimento rosacrociano) l'uomo è il centro dell'Universo e deve pervenire alla conoscenza di Dio non in modo passivo, affidandosi ad una religione rivelata e ad una via spirituale meramente devozionale, bensì in modo attivo, trasformando la propria coscienza e penetrando i segreti del cosmo e della natura. Secondo l'A. l'alchimia, la magia, l'astrologia che sono scienze sacre, le cui origini risalgono all'antichità sacerdotale dovevano rimanere un unus, «diversamente da ciò che la mentalità moderna suppone, non esistono distinzioni di alcun tipo fra un ermetismo filosofico "dotto", limitato alla pura speculazione intellettuale, e un ermetismo operativo "volgare", al quale apparterrebbero scienze come l'alchimia, la magia e l'astrologia ., scienze tradizionali che non possono essere disgiunte, pena fatali fra.
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