Ero destinata ai libri, i miei genitori, sono due grandi lettori, soprattutto mio padre, quando aspettavano la mia nascita erano giovanissimi appena 21 anni lei e 24 lui, ero la prima figlia, babbo aveva letto un libro di cui non ricorda il titolo, ma in questo romanzo dei ragazzi partecipavano al concerto della cantante Aura Lee, rimase colpito dal nome, era originale, ma semplice e breve adatto ad un cognome lungo e con un suono complesso come Schintu.
Così sono arrivata al mondo presentandomi con un nome tratto da un romanzo...
La mia vita è partita bene, vivevamo in campagna con i miei cugini nella casa vicina, molti dei giochi o delle ambientazioni dei miei romanzi sono ispirati alla mia fantastica infanzia, il periodo più bello della mia vita.
La mia vita scorreva serena, avevo diversi amici due speciali su tutti che sono ancora le mie migliori amiche: Barbara e Laura, e tanta voglia di vivere...
Tutto è cambiato sulla soglia dell'adolescenza età difficile per tutti per me è stato il periodo peggiore, sono stata vicino alla morte, ho pensato al suicidio come opzione reale...
Ma andando con ordine il buio è arrivato in seguito della scoperta che ero affetta da una malattia neurologica degenerativa, mi dissero che presto non avrei più camminato, io cresciuta saltando tra alberi e rocce, io che ero sempre stata libera non avrei più potuto essere indipendente, anche gli studi ne avrebbero risentito, dovetti lasciare il liceo classico e trasferirmi alle magistrali, persi due anni di scuola tra un ospedale e l'altro, non mi hanno mai bocciato, ma mi sono dovuta ritirare...
Non uscivo più ho perso molti amici e la voglia di porre fine a tutto soprattutto ai dolori che iniziavano ad aumentare era forte.
Ma la voglia di lottare e le persone intorno a me lo erano di più e così ho fatto...
Mi iscrissi all'Università, Filosofia, a Sassari dove nuove e vecchie amicizie mi aiutarono a rifiorire insieme all'amore di un giovane che ora è mio marito.
Sono passati quasi vent'anni e ci amiamo ogni giorno di più, la mia famiglia è un dono meraviglioso, e anche se la mia salute con il tempo è peggiorata e sono passata dal camminare da sola al bastone e a periodi anche alla sedia a rotelle cerco sempre di lottare, perchè se desideriamo qualcosa dobbiamo prendercela.
Gli anni da insegnante sono stati fantastici e pieni di soddisfazione, è il lavoro più bello del mondo, adesso ho dovuto lasciarlo dopo soli dieci anni di carriera.
Ho scelto di essere presente per mio marito e i miei cari, ma sono una che del tutto non si arrende e così ho iniziato a scrivere, una nuova avventura, perchè bisogna sempre lottare.
e nonostante tutto io sono felice!
Ognuno di noi affronta delle difficoltà e spesso viviamo la nostra vita facendole diventare le protagoniste, io ho scelto di gioire di tutti gli altri aspetti e mi sento molto fortunata.