Seller: Libreria Oreste Gozzini snc, Firenze, FI, Italy
Firenze, [s.n.t.], [1837], litografia, mm. 307x455 circa (il foglio), sottoscritta sulla pietra: "Donato Cellesi dis. dal vero, 1837"; "Luigi Corsi messe in pietra". Nell'area dell'odierno Ponte alla Vittoria fu costruito nel 1835, e inaugurato il 18 febbraio 1837, un ponte sospeso in ferro, denominato San Leopoldo, a chiudere a valle i sistemi di attraversamento sul fiume della città, svolgendo la stessa funzione che a monte era assolta dal ponte San Ferdinando (laddove è oggi il ponte San Niccolò). Ambedue i ponti erano stati realizzati con la consulenza dell'ingegnere Francesco Guasti dall'azienda parigina dei fratelli Marc e Jules Séguin, ingegneri specializzati in simili strutture, che operò in concessione, riservandosi la riscossione di un pedaggio per l'attraversamento. Per quanto costruito con criteri oltremodo moderni, l'attraversamento assunse carattere neoclassico per la presenza, agli ingressi, di due alti obelischi funzionali al fissaggio dei tiranti, introdotti da due basamenti arricchiti da coppie di leoni accucciati. In cornice lignea con passepartout e vetro di protezione. Qualche sgualcitura, lievi fioriture. Litografia rarissima.
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Firenze, [s.n.t.], [1837], litografia, mm. 310x460 circa (il foglio), sottoscritta sulla pietra: "Donato Cellesi dis. dal vero, 1837"; "Luigi Corsi messe in pietra". La prima versione di quello che è oggi il ponte San Niccolò, fu costruita tra il 1836 e il 1837 nei pressi della pescaia San Niccolò che forniva l'acqua ai mulini situati all'interno delle mura. In origine era un ponte sospeso, tenuto su da corde metalliche tese tra sponda e sponda dell'Arno. Il nome originario era Ponte San Ferdinando in onore del Granduca Ferdinando III di Toscana. L'opera di costruzione fu affidata a una società francese dei fratelli Marc e Jules Séguin, famosi ingegneri esperti nella progettazione di ponti metallici, che avevano avuto anche l'incarico della realizzazione del ponte San Leopoldo, ora denominato Ponte alla Vittoria. Pochi anni dopo fu travolto dall'alluvione del 1844. In cornice lignea con passepartout e vetro di protezione. Qualche sgualcitura. Litografia rarissima.