Victor Carpathius (1 results)

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    Published by OLIVETTI, 1953

    • Hardcover
    • First Edition
    • Art / Print / Poster

    Seller: CivicoNet, Libreria Virtuale, NAPOLI, NA, ItalyCivicoNet, Libreria Virtuale

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    Rilegato. Condition: ottimo. Dust Jacket Condition: ottimo. prima edizione. CARTELLINA CONTENITRICE USURATA; TAVOLE PERFETTE. Informazioni bibliografiche Livello bibliografico: Monografia Tipo di materiale: Opera d'arte stampata Autore principale: Carpaccio, Vittore Titolo: Vittore Carpaccio Introduzione di: Franco Fortini Pubblicazione: Ivrea : Olivetti e C., [1953?] Descrizione fisica: [4] p., [12] c. di tav. : ill. ; 39 cm. Altri titoli: Victor Carpathius. Classificazione: PITTURA IN ITALIA Forme varianti dei nomi: Lattes , Franco -> Fortini, Franco Legatura: brossura; fogli sciolti in cartella Dimensione: 39 x 29 cm Soggetti: Arte, Pittura, Tavole, Umanesimo, Rinascimento, Firenze, Michelangelo, Leonardo, Raffaello, Giorgione, Tiziano In folio; pp. non num. 6 con il testo su carta pesante; seguono 12 tav. f.testo a colori su carta applicata; il tutto a quartini sciolti racchiuso in cartella edit. con titoli al piatto, edizione a tiratura limitata. Vittore Carpaccio, detto talvolta anche Vittorio (1465 circa 1525 / 1526), è stato un pittore italiano. Fu uno dei protagonisti della produzione di teleri a Venezia a cavallo tra il XV e il XVI secolo, divenendo forse il miglior testimone della vita, dei costumi e dell'aspetto straordinario della Serenissima in quegli anni. Come altri grandi maestri italiani della sua generazione (Perugino, Luca Signorelli, lo stesso Andrea Mantegna), dopo un periodo di fastosi successi visse una crisi poco dopo lo scoccare del XVI secolo per le difficoltà ad assimilare gli apporti rivoluzionari e moderni dei nuovi "grandi" (Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello, Giorgione e Tiziano). Visse gli ultimi anni relegato in provincia, dove il suo stile ormai attardato trovava ancora ammiratori. Redentore benedicente tra quattro apostoli Non si conosce né la data né l'esatto luogo di origine del pittore, figlio del mercante di pelli Pietro. Il suo cognome era in realtà Scarpazza o Scarpazo, mentre Carpaccio è l'italianizzazione delle forme latine Carpathius e Carpatio con cui firmava le sue opere. Pare che gli Scarpazo fossero originari dell'isola di Mazzorbo e che il ramo da cui discese Vittore si fosse trasferito a Venezia nel Trecento, presso la parrocchia di Sant'Angelo (Dorsoduro). Il primo documento che lo riguarda è il testamento dello zio fra' Ilario, al secolo Zuane (Giovanni) Scarpazza, datato 21 settembre 1472, nel quale viene designato erede subentrante in caso di lite fra i beneficiari; si può supporre che in quell'occasione il Carpaccio fosse almeno quindicenne. Successivamente il suo nome compare in una quietanza d'affitto dell'8 agosto 1486, nella quale viene descritto di giovane età e ancora abitante nella casa paterna. Nulla si conosce nemmeno del suo apprendistato, ma la qualità artistica tra la prima opera nota (le Storie di Sant'Orsola del 1490) e i lavori immediatamente successivi risulta di molto migliorata, facendo intuire che il Carpaccio fosse in quegli anni ancora giovane e in piena formazione. La città lagunare viveva in quegli anni una straordinaria stagione fatta di successi militari e commerciali, ricchezza e grandi commissioni artistiche, delle quali Carpaccio fu, a partire dagli anni novanta, tra i protagonisti. Formazione La prima opera sicuramente datata di Carpaccio è un episodio delle Storie di sant'Orsola (Arrivo dei pellegrini a Colonia), dove si riscontra un certo impaccio giovanile nella tecnica e nella forma artistica. Un ristretto gruppo di opere è stato riferito, tramite il confronto stilistico, a questa prima fase della produzione dell'artista, leggermente anteriore al ciclo di Sant'Orsola. Si tratta essenzialmente del Redentore benedicente tra quattro apostoli e della Pietà della Collezione Contini Bonacossi di Firenze, e del Polittico di Zara, nella cattedrale della città adriatica. La presenza di un'importante opera giovanile in Istria ha anche fatto pensare che il pittore fosse originario della zona, magari di Capodistria. In queste opere si nota una prima assimilazione del retaggio di Antonello da.…