Seller: Tommaso D'antrassi DI, Bologna, BO, Italy
Condition: Very Good. Ottime condizioni. buone-ottime condizioni, leggeri segni di usura.
Grazioso acquarello con barca e gabbiano. Formato: Acquarello su cartoncino a diversi colori di misure 39x78 mm applicato su cartone di misure 62x104 mm.
Acquarello di misure 165x220 mm.
Publication Date: 1916
Seller: Studio Bibliografico Adige, Trento, TN, Italy
L'acqua minerale ferruginosa della valle di Cavelonte nel luogo detto alli Canopi, fu scoperta nel 1754 dal notaio di Tesero Giovanni Battista di Pietro. Molte erano le persone non solo della Valle di Fiemme ma anche di altri paesi limitrofi che utilizzavano queste acque per curarsi."Un anno dopo la detta scoperta il coadiutore della curazia di Tesero don Antonio Bonelli celebrà il rito della benedizione dell'acqua minerale con la partecipazione dello stesso scopritore e di altre persone."Attorno al 1800 Simone Delugan di Panchià costruà una prima casa a Cavelonte dove venivano alloggiati alla meglio coloro che facevano la cura delle acque minerali fermandosi alla Fonte stessa di Cavelonte. E poichà cresceva il numero di coloro che cercavano nelle acque minerali e nei bagni rimedio ai loro mali, Valentino Varesco di Giovanni Battista di Panchià nell'anno 1850 costruà due grandi stabilimenti, Bagni di Cavelonte, non molto lontani dalla casa di Simone Delugan, che a sua volta nell'anno 1885 venne sostituita dal successore, Valentino Delugan, con un elegante Albergo e Stabilimento Alpino."Costruiti i Bagni di Cavelonte il proprietario si preoccupà che ai clienti venga offerto anche il servizio religioso. Per questo chiese ed ottenne la licenza dal principe vescovo di Trento che la messa possa essere celebrata, in via provvisoria, in una delle stanze pià ampie dell'albergo, mentre avrebbe provveduto a costruire una chiesetta adatta."Cosà , su progetto approvato dalle competenti autorità civili e religiose, il signor Valentino fece costruire la chiesetta nell'anno 1855 di fronte ai Bagni sulla sponda sinistra del rio ad opera del costruttore Nicolà Dezulian di Predazzo. La chiesetta con l'autorizzazione del principe vescovo di Trento fu benedetta e intitolata al Cristo Redentore il 20 luglio del 1855 dall'arciprete decano di Cavalese don Casimiro Bertagnoli. Venne poi data la licenza di conservare nella chiesetta anche il Santissimo."E' questa la prima chiesetta costruita a servizio del "turismo termale", che nel 1800 ha anticipato nelle valli di Fiemme e Fassa il turismo moderno."Il servizio religioso veniva prestato sotto la sorveglianza del curato e poi parroco di PanchiÃ. Al mantenimento del Sacerdote, che durante la stagione balneare celebrava la S. Messa e le altre funzioni religiose, provvedevano con equa quota da loro fissata i tre proprietari o conduttori di tutti e tre gli stabilimenti balneari."Nel 1947 la gestione degli immobili passà al Seminario di Carpi (Mo) che inizialmente li prese in affitto e nell'anno seguente li acquistà adattandoli a colonia estiva. Il Seminario di Carpi utilizzà la colonia e anche la chiesetta dal 1948 al 1968. Poi anche in conseguenza dell'alluvione del 1966 la colonia fu abbandonata."Negli anni successivi, la chiesetta di Cavelonte, rimasta di proprietà della Parrocchia di PanchiÃ, subà l'abbandono e l'incuria. Ignoti malviventi penetrarono in pià occasioni nell'edificio, profanandolo con scritte, asportando oggetti sacri, demolendo l'altare."La mancata manutenzione della copertura provocà ulteriori danni, specialmente alle strutture murarie, finchà il crollo del tetto parve segnare il definitivo destino della chiesetta."Negli anni seguenti l'amministrazione comunale in accordo con la Curia di Trento, propose la definitiva demolizione e la costruzione di una cappelletta ricordo."Fu il gruppo ANA di Panchià che prese allora l'iniziativa di restituire la chiesetta alle caratteristiche originarie con un'opera di ricostruzione e restauro sostenuta dall'azione di volontari e dall'apporto di generose offerte di privati. II 22 settembre del 1989, il parroco don Paolino Desilvestro, benedisse la rinnovata chiesa del Redentore nella quale, da allora, ogni anno, la prima domenica di agosto si celebra la S. Messa."Agli alpini di PanchiÃ, che vigilano costantemente sulla chiesetta, va il ringraziamento per aver ridato al culto un'opera, data da molti ormai perduta. Firmato e datato Cavelonte 12. XII. 16. Formato: Acquarello applicato su cartoncino di cm 25x20.