Published by In Colonia, MDCLX (1640)., Colonia, 1640
Seller: Libreria Antiquaria Gonnelli, Firenze, FI, Italy
Condition: Buono (Good). 1. 2 parti in 1 volume in-4°, pagine 104. Cartonato coevo. Bell'esemplare in carta grave e ad ampi margini. Prima edizione assai rara, sopratutto quand'è completa delle due parti. Nello stesso anno uscì un'altra edizione che si distingue da questa per avere una numerazione delle pagine distinte fra le due parti. Melzi, I, 126:"Tutti ne fanno autore un Altogradi, cui da pochi si dice essere Lelio, e dai più Girolamo; ma Girolamo nel 1640, quando si stamparono le mentovate opere, non contava che sedici anni, e forse ancor meno, nè alla teologia vacò mai, o al diritto canonico.(Cfr. Lucchesini, Mem. p. la stor. letter. di Lucca, tomo II, pagine 146-47). Lozzi, 2379:"Il Cat. Bocca erra facendone due edizioni distinte (sic), mentre è tutt'una, stando alla continuata numerazione delle pagine.". Vinciana, 815:"L'opera del Beraldi è pregevole e tenuta in conto perché l'A. fu testimonio oculare degli avvenimenti narrati". Parenti, Diz. luoghi stampa falsi.p.51:" Opera di Lelio Altogradi.stampata a Lucca.". Book.
Published by s.e., Colonia, ma Lucca, 1640
Seller: Studio Bibliografico Giovanni Bosio, Magliano Alpi, CN, Italy
Due opere legate in folio (cm 22 x 31), legatura mod. carta decorata, pp (2), 36 per la prima opera; (2), (1) carta bianca, 44 per la seconda. Capilettera, testatine, finalini silografici, testo incorniciato da filettatura, la seconda opera ornata da doppia filettatura: nello spazio bianco tra i due filetti, i rimandi agli autori giuridici citati nel testo. Esemplare in buone condizioni, carta forte, bruniture ad alcune carte. Vicenda avvincente e narrata in toni autorevoli e appassionati dal giureconsulto Altogradi, celato sotto pseudonimo, in quest'edizione senza indicazione del tipografo e con luogo di stampa fittizio. Il suggestivo incipit d? subito al lettore la misura del fierissimoconcetto di libert?, che anima la Repubblica di Lucca: "E' legge antichissima. per la quale si proibisce indifferentemente a qualsivoglia persona, con particolar pena il portar armi in quella Citt?." 1638: un "hortolano" e uno "staffiero", con altri famigli e servitori del cardinal Marc'Antonio Franciotti novello vescovo della citt?, compiono reiterate infrazioni a tale civile consuetudine (che risale al 1383). La Repubblica incarcera i "delinquenti", ma ne demanda la punizione al padrone, che, noncurante, li fa rilasciare senza sanzione alcuna. Questo accade pi? volte; con "amaritudine" e sdegno, ma ancora fiduciosa, la Repubblica invia il suo ambasciatore Gentil'huomo Lucchesini prima da Sua Eminenza, poi, per conoscenza dei fatti, dal Pontefice stesso; in un primo tempo la benevolenza papale sembra volgere in favore dei lucchesi, ma presto intrighi prelatizi alla Corte romana intorbidano le acque, ritardando e complicando le comunicazioni tra offesi e offensore, intermediari, difensori pi? o meno disinteressati e solleciti. 1638/40: il Senato della Repubblica "incarcera in secrete" Nicolao e Bartolomeo Franciotti, fratelli del cardinale, "sospetti alla Repubblica per loro azioni e aderenze". Irremovibile al maneggi cardinalizi per scagionare il parentado, la Repubblica afferma e ribadisce che i fratelli Franciotti non sono che "sudditi. non esenti dal foro laico."Nicolao resta in carcere, come pure il "palafreniero". Scatta fulminea la scomunica, da parte del cardinal Raccagni Commissario Apostolico, contro i Signori del Senato, il Bargello, i custodi delle carceri, il popolo stesso: l'Interdetto viene pubblicato in Citt? dopo una concitata baruffa extra muros con il Raccagni. La "violenza", lo "scandalo", l' "offesa", questo vedersi trattati come "membri putridi" o "aspidi" da una Madre Chiesa per tanti secoli venerata con devozione, affliggono le "coscienze innocenti" dei lucchesi, desiderosi solo di "conservare inviolata quella a loro tanto dolce, e cara, libert?". La seconda opera ? un memoriale dettagliato dei fatti, destinato al Papa, intessuto di autorevoli richiami giuridici, che confuta punto per punto la liceit? dei torti subiti e reclama a gran voce l'intervento di Urbano VIII, ribadendo la pietas secolare della Repubblica. Sei esemplari censiti nelle biblioteche italiane. Cfr Lozzi; Bocca; Melzi; Vinciana.