Published by Spes- Salimbeni, Firenze, 1980
Seller: FolignoLibri, Foligno, PG, Italy
flessibile. Condition: Ottimo (Fine). 4 p., f.to cm 25 x 17,5, ottimo stato di conservazione. Ristampa anastatica dell'edizione del 1939 'La Fionda' Edizione Carenzi. Book.
Published by Tipografia Mori,, 1933
Seller: Libreria Antiquaria Pontremoli SRL, Milano, MI, Italy
First Edition
Piacenza, Tipografia Mori, [1933?] Rarissima edizione originale impressa in 50 esemplari numerati, pubblica 20 notevoli incisioni dell'artista (originali distrutti dopo la stampa). Esemplare numero 19, ciascuna tavola reca al piede la firma autografa di Bot. Prefazione di Aldo Ambrogio «Oswaldo Bot xilografo!», datata «18- 5- X» (da cui l'ipotesi di datazione del volume): «[.] Bot, anche per la xilografia, infrange i confini della tradizione. La linea dura, ferma, tagliente del bulino, si smorza, con un geniale accorgimento applicato da Bot, ed assume un aspetto nuovo, più morbido e più pittorico. È una nuova porta aperta che darà ottime risultanze. Bot non tarderà a coglierne i frutti, già maturi fra queste prime sfumoxilografie». L'opera è dedicata a Peppino Carella, figlio del sodale Egidio. I titoli delle sfumoxilografie: 'San Nazzaro', 'Il cimitero degli eroi', 'Enricafuturista', 'F.T. Marinetti', 'Lancio della pietra', 'Basta!', 'Paesaggio piacentino', 'Dietro la siepe', 'Alpestre', 'Cocomero', 'Sosta', 'Madonna', 'Vendemmia', 'Tramonto', 'Natura morta', 'Duce', 'Contadino', 'Il pittore Oscar Gimes', 'Ritratto'. Bibl.: Gazzola, Bot, pp. 201-3 (che data il vol. al 1933 e scrive «L'estensore di questo libro conserva l'esemplare numero 11, parzialmente mutilato [.].»). in 4°, legatura editoriale a doppio punto metallico con copertina in brossura beige, titoli in inchiostro nero al piatto anteriore (design dell'autore), piatto posteriore muto, cc. [22] stampate in nero solo recto con frontespizio, prefazione e 20 xilografie. legatura editoriale a doppio punto metallico con copertina in brossura beige, titoli in inchiostro nero al piatto anteriore (design dell'autore), piatto posteriore muto,
Published by Tipografia Commerciale Piacentina,, 1931
Seller: Libreria Antiquaria Pontremoli SRL, Milano, MI, Italy
First Edition
Condition: Ottimo esemplare. Piacenza, Tipografia Commerciale Piacentina, 1931, Edizione originale. Ottimo esemplare. Rarissimo libretto che pubblica l'atto unico dialettale del piacentino Egidio Carella (1899-1960), buon amico del futurista Oswaldo Bot che orna la copertina (e il frontespizio, identico) di un disegno in bianco e nero di gusto classico. Fu riedito nel 1932 a cura di Bot stesso, nella collana «Edizioni Futuriste de "La Fionda"», in occasione della messinscena della commedia presso il Politeama di Piacenza ad opera del Gruppo Filodrammatico. Gazzola, Bot, pp. 105-106 f. 1931.17 in 8°, brossura rosso mattone stampata in nero, con illustrazione originale di Oswaldo Bot in copertina, pp. complessive 42. Edizione originale. brossura rosso mattone stampata in nero, con illustrazione originale di Oswaldo Bot in copertina,
Published by [pubblicato tramite sottoscrizione], stampato nella Tipografia Commerciale Piacentina,, 1934
Seller: Libreria Antiquaria Pontremoli SRL, Milano, MI, Italy
First Edition
Piacenza, [pubblicato tramite sottoscrizione], stampato nella Tipografia Commerciale Piacentina, 1934 [settembre], Edizione originale. Esemplare numerato a mano «50» dopo aver biffato un precedente «100»: uno dei soli 50 esemplari pubblicati, firmato e datato in autografo «Bot XII» sulla tavola «69» che apre la serie, completo e in più che buone condizioni (condition report: dorso della cartella originale restaurato per consolidamento; carte parzialmente interessate da una traccia di gora d'umido, sanata e appena percettibile sul bordo alto posteriore; un paio di brevi lacerazioni senza perdite e confinate al bordo sinistro sono sanate professionalmente al verso di ciascuna carta). Seconda raccolta di «sfumoxilografie» dopo l'album pinzato che ne conteneva solo venti, pubblicato nel 1933. Esce nel momento del futurismo indipendente di Bot, a stretto seguito della plaquette sulla ferroplastica pubblicata nei «Quaderni del futurismo» di Lino Cappuccio, in un'edizione di soli 50 esemplari numerati stampata grazie al sostegno dei sottoscrittori tutti elencati quali «editori» in seconda di copertina (spiccano i nomi di Ricci Oddi e Giuseppe Steiner). Rarissima, del tutto assente dai cataloghi istituzionali online, presente in un esemplare pubblico alla biblioteca Passerini Landi di Piacenza e in un paio di collezioni private. -- A differenza della prima raccolta del 1933, passata praticamente sotto silenzio, con le «35 sfumoxilografie» del 1934 viene fatto un maggiore sforzo promozionale, principalmente grazie all'autore della prefazione, l'animatore del gruppo romano del futurismo indipendente Elemo D'Avila, che procura un paio di articoli: entrambi a firma Enzo Pandolfo, escono su «Il Regime fascista» del 16 settembre e su «Noi: Quindicinale dei giovani fascisti» n. II/14, 1 ottobre 1934, tracciando un quadro della contemporanea «xilografia italiana» che converge sulla nuova vena botiana. -- «Nel 1933 l'artista si inventa la "sfumo(xilo)grafa": tecnicamente si tratta di incisioni su legno di filo successivamente trattate con carte abrasive al fine di rendere la superficie scabrosa e il grafismo mosso []. Particolarmente riusciti sono gli album "20 sfumoxilografe" (1933) e "35 sfumoxilografe" (1934), che spaziano lungo tutto l'arco dei soggetti preferiti dal piacentino: paesaggi resi con pochissimi tratti, figure femminili ombrose e sensuali, temi di propaganda futurista e/o fascista svolti con risultati alterni, ma mai banali. In generale, si osserva una facilità compositiva che consente, nei momenti più felici, di rendere il soggetto con la massima economia segnica, fino al limite di uno o due tratti; la "sottrazione" finisce per avvicinare Bot all'astratto e alle più avanzate sperimentazioni dell'avanguardia» (Coronelli, L'incisione nell'editoria futurista, in: Il segno dell'avanguardia, 2018, p. 94). -- «Futurismo dunque di vita, più che di arte, perché la sua Arte è limpidamente rispecchiata in questo secolo totalitariamente "fascista". [.] La xilografia in lui esorbita dal decorativismo e diviene pittorica. Reale o astratta o trascendentale, comunque essa sia, essa si rivela prettamente antillustrativa. Ogni soggetto non riposa, ma eccita, inebria, avvince, racchiude» (dalla prefazione di Elemo D'Avila). Bibl. Gazzola, Bot, p. 245 e f.1934.71-73. in 4°, cartella in cartoncino floscio color rosso stampata in nero ai piatti e in seconda di copertina; [38] carte tinte di bruno di media grammatura, non legate, compresa l'ultima non stampata. Edizione originale. Esemplare numerato a mano «50» dopo aver biffato un precedente «100»: uno dei soli 50 esemplari pubblicati, firmato e datato in autografo «Bot XII» sulla tavola «69» che apre la serie, completo e in più che buone condizioni (condition report: dorso della cartella originale restaurato per consolidamento; carte parzialmente interessate da una traccia di gora d'umido, sanata e appena percettibile sul bordo alto posteriore; un paio di brevi lacerazioni senza perdite e confinate al bordo sinistro sono sanate professionalmente al verso di ciascuna carta). cartella in cartoncino floscio color rosso stampata in nero ai piatti e in seconda di copertina;