Published by Fabrizio Serra Editore, 2015
Seller: Miliardi di Parole, Pietra Marazzi, AL, Italy
Condition: Buone. italiano Condizioni dell'esterno: Discrete con difetti, macchie Condizioni dell'interno: Buone.
Seller: Libreria Studio Bosazzi, Firenze, FI, Italy
Brossura. Condition: nuovo. Fabrizio Serra editore, 2015, pp. 276. Brossura -- «Ogni uomo deve assolutamente trovarsi in uno stato di socialità morale, egli deve avere uno o più uomini a cui manifestare la parte più interiore della propria essenza, del proprio cuore e dei propri comportamenti. Ove possibile, non dev'esserci in lui alcuna cosa che non possa essere comunicata a chicchessia fuori di lui. Fa parte degli insegnamenti divini che, più di tutto, non è un bene che l'uomo sia solo». In queste righe, indirizzate alla sorella Charlotte, Friedrich Schleiermacher condensa esemplarmente il nesso fra i tre campi dell'esperienza umana che sono al centro del presente volume: la socialità [Geselligkeit], richiamata in rapporto al suo carattere morale; l'etica, a cui quel carattere immediatamente riconduce; l'ambito religioso, evocato dall'allusione agli insegnamenti divini. Il trinomio emerge nella forma discorsiva dettata dal contesto epistolare, ma in realtà le battute citate sono essenziali all'economia dell'intera opera schleiermacheriana. Esse affondano le radici sin negli anni della prima formazione, descrivendo la traccia di un percorso filosofico che si snoda precisamente intorno ai tre termini enunciati. La struttura del volume che qui si presenta è in parte tematica, in parte cronologica. Il passaggio da un capitolo all'altro segue il passaggio dall'uno all'altro periodo della produzione, accompagnando al contempo il comporsi e il mutare del panorama delle interlocuzioni, definendo via via la collocazione di Schleiermacher in quello spazio filosoficamente fecondo che si crea dalla tensione fra criticismo e idealismo. Il primo capitolo getta le basi tematiche fondamentali e ricostruisce il confronto con Kant nelle Jugendschriften, guardando altresì ai successivi sviluppi e ai filoni tematici che confluiranno nelle Grundlinien. Il secondo capitolo segna un parziale spostamento verso il periodo berlinese ed è dedicato al rapporto con Jacobi e con Fichte. Il terzo e ultimo capitolo rappresenta insieme un avanzamento e una ricapitolazione, essendo dedicato a un'indagine di quello che rappresenta il terminus ad quem della nostra ricerca, le Grundlinien einer Kritik der bisherigen Sittenlehre, dato che nelle Grundlinien non solo giunge a compimento la visione formulata a partire dalle Jugendschriften, ma si condensano anche i frutti del confronto critico con Aristotele, gli stoici, l'epicureismo, Kant, Fichte, Spinoza e gli illuministi inglesi. Sommario: Premessa. Introduzione. Capitolo primo. Schleiermacher e Kant: Il sommo bene e il nesso etica-religione. La decostruzione della Postulatenlehre kantiana dalla prima alla seconda Critica: La dottrina dei postulati nella Critica della ragion pratica. Per un nuovo legame tra Sittenlehre e Glückseligkeitslehre [Über das höchste Gut (1789); An Cecilie (1790)]; La dottrina dei postulati e la Critica della ragion pura [Wissen, Glauben und meinen (1790-1793)]; La secolarizzazione dell'etica attraverso e oltre Kant. Il determinismo etico schleiermacheriano tra libertà e necessità: Il gioco delle facoltà in Kant e Schleiermacher. Il superamento del dualismo e il sentimento morale [Notizen zu Kant (1789); Freiheitsgespräch (1789)]; Schleiermacher e Reinhold: indifferentismo, fatalismo ed etica della perfezione [Notiz zur Erkenntnis der Freiheit (1790-1792); Über die Freiheit (1790-1792)]; Schleiermacher al di là di Kant. Determinismo etico e «teodicea» dell'intersoggettività: un nuovo concetto del giudizio morale. Il motivo della Bestimmung: Tra spontaneità e condizionamento sociale. La declinazione ermeneutica del determinismo [Über das Naive (1789); Entwurf zur abhandlung über den Stil (1790/91); Über den Stil (1790/91)]; La destinazione dell'uomo e il valore della vita nel confronto con la filosofia trascendentale [Über den Wert des Lebens (1792/93)]; La giustizia del destino: la Sittenlehre schleiermacheriana nel contesto dei determinismi coevi. Capitolo secondo. Schleiermacher tra Jacobi e Fichte: Schleiermacher e Jacobi dalle Spinoza-Studien ai Discorsi sulla religione: Spinoza e il principio d'inerenza. Finito e infinito come fenomeno e noumeno [Kurze Darstellung des Spinozistichen Systems (1793/94); Spinozismus (1793/94); Über dasjenige in Jacobis Briefen und Realisums, was den Spinoza nicht betrifft, und besonders über seine eigene Philosophie (1793/94)]; Il più alto realismo della religione. La critica schleiermacheriana all'idealismo [Wissen, Glauben und meinen (1790-1793); Über die religion (1799)]; Agire «con religione»: una possibile articolazione del rapporto etica-religione attraverso la socialità [Über die religion (1799)]. Schleiermacher e Schlegel. Cosmologia, antropologia, ermeneutica: Tra cosmologia e antropologia. Il progetto di un «Anti-Leibniz» [Leibniz I (1797/98); Leibniz II (1797/98); Fragmente (1798)]; Continuità del filone ermeneutico [Garves letzte noch von ihm selbst herausgegebene Schriften (1800), Über das anständige (1800)]; L'amore come modello di socialità [Vertraute Briefe über Friedrich Schlegels Lucinde (1800); rezension von Friedrich Schlegel: Lucinde (1800)]. Schleiermacher e Fichte: Kant o Fichte? La recensione alla Anthropologie (1799); L'unità di filosofia e vita nel Versuch einer Theorie des geselligen Betragens (1799): l'implicito confronto fra due modelli antropologici; Autonomia della religione da metafisica e morale. Le tracce dell'Atheismusstreit nelle Reden (1799) e la critica al modello trascendentale kantiano-fichtiano; Etica, socialità, religione. Un bilancio: L'etica dei Monologen; L'idealismo fichtiano come monismo spinozistico. La recensione alla Bestimmung des Menschen (1800). Capitolo terzo. Verso una nuova dottrina morale. Le Grundlinien einer kritik der bisherigen sit tenlehre (1803): La linea Kant-Fichte nelle Grundlinien: Piacere e attività. L'eudemonismo kantiano e lo stoicismo fichtiano: sommo bene, felicità, virtù; Ragione e natura: il rapporto tra le facoltà, il giudizio morale e l'«io»; La concezione dell'in.