Federico Marri (15 results)

Cucina. Numero monografico della rivista: Livorno cruciale. Quadrimestrale di Arte e Cultura, Numero 15.
Testi di: Francesca Cagianelli. Paolo Ciolli. Federico Marri.
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Published by Quaderni della Labronica, LIVORNO, 1994
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Condition: BUONO USATO. Da revisionare ITALIANO Parte II. Brossura in carta opaca ruvida chiara in discrete condizioni, molto ombrata, con macchie e fioritura; pagine interne bianche, ma macchiate da umiditÃ; dorso piegato, scollato all'interno, legatura precaria. Pagine 469.

Published by Quaderni della Labronica, LIVORNO, 1994
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Condition: BUONO USATO. Da revisionare ITALIANO Indici, III. Brossura in carta opaca ruvida bianca in discrete condizioni, con abbondante fioritura; pagine interne bianche, ma con macchia di umiditÃ, dorso integro, legatura salda. Pagine da 71 a 553.
Published by Debatte, Livorno, 1993
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Add to basketBrossura. Condition: discrete. Disponibile solo la seconda parte. Cm.24,2x17. Pg.472. Brossura editoriale. Collezione "Quaderni della Labronica", n°56. 400 gr.

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Cartonato. Condition: new. Treviso, 2017; cartonato, pp. 764, ill., cm 17x24. (Clio). Pietro Nardini fu violinista tra i più celebrati del secondo Settecento, esponente di spicco dell'antica tradizione italiana e, in particolare, della scuola tartiniana, la cui identità stilistica risiedeva nel cantabile, nell'ornamentazione espressiva degli adagio, e nel magistrale virtuosismo tecnico; una scuola che il violinista livornese continuò a Firenze e che formò eccellenti strumentisti. Accostarsi a Nardini significa accettare di introdursi nella complessità determinata dal trovarsi «tra due stili»: la ricerca di significati, di discorsi e di affetti propri della musica barocca viene infatti trascritta da lui in un linguaggio nuovo, costituito da un registro prevalentemente elegante, ricco di colori musicali e pieno di spirito, che dà il tono alla musica che sta per arrivare. Questo catalogo vuole essere la porta per entrare nell'opera di un violinista-compositore che suscitò l'interesse dei Mozart e di numerosi altri suoi contemporanei, e che oggi sembra tornato al centro dell'attenzione degli esecutori più consapevoli. Libro.…

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Condition: NEW. Lucca: LIM Libreria Italiana Musicale, 2026 9788855434775 Musica | Toscana. Studi e testi 1 904 N vol.: 1, Pag. intr.: X, N pag.: 422, W: 17.1 Quando intorno al 1770 Giuseppe Cambini arriva a Parigi (dopo avere vissuto si dice un periodo di schiavitù), è già un musicista esperto; ma con chi si sia formato il compositore toscano (originario non di Livorno, ma di Montelupo Fiorentino) resta incerto: le fonti coeve lo danno allievo di Nardini e di Manfredi per il violino, di padre Martini, di Piccinni e di Haydn per la composizione. Del rapporto coi primi due scrisse egli stesso nel noto articolo del 1804 sull'esecuzione quartettistica nel quale racconta l'esperienza giovanile come viola del "Quartetto Toscano". Abbandonata la carriera solistica, Cambini passa alla composizione di musiche concertanti, riscuotendo grande successo presso gli amateurs. Nel 1776 esordisce nel teatro con Les Romans, ma l'opera cade schiacciata dall'Alceste di Gluck; passato dai piccinnisti ai gluckisti continua a produrre per il teatro ma con esiti per lo più modesti; durante la Rivoluzione compone musiche patriottiche e una grande opera 'rivoluzionaria', Nantilde et Dagobert. Poi inizia il declino: escluso dalle istituzioni musicali, le sue musiche non sono né eseguite né pubblicate; sopravvive lavorando come adattatore e, si sospetta, come falsario per editori musicali. Tuttavia riesce a pubblicare sei quartetti di ammirevole fattura e collabora con due periodici musicali, esprimendosi contro i compositori che non gradisce con una veemenza tale da procurargli ostilità. Dal 1816 si perdono le sue tracce e la sua fine resta misteriosa: le fonti lo danno morto in miseria, forse suicida. Nei decenni seguenti di lui sopravvive la fama di compositore abile ma mediocre, e di uomo dissoluto e infido, che tramò contro Mozart e si mostrò servile con Gluck. Se i lavori di Brook e di Trimpert (1962 e 1967) ne hanno rivalutato la musica e il ruolo storico, questo volume ne ricostruisce la carriera e gli ambienti in cui si è sviluppata e offre una ricostruzione dettagliata dell'opera e delle fonti. Quando intorno al 1770 Giuseppe Cambini arriva a Parigi (dopo avere vissuto si dice un periodo di schiavitù), è già un musicista esperto; ma con chi si sia formato il compositore toscano (originario non di Livorno, ma di Montelupo Fiorentino) resta incerto: le fonti coeve lo danno allievo di Nardini e di Manfredi per il violino, di padre Martini, di Piccinni e di Haydn per la composizione. Del rapporto coi primi due scrisse egli stesso nel noto articolo del 1804 sull'esecuzione quartettistica nel quale racconta l'esperienza giovanile come viola del "Quartetto Toscano". Abbandonata la carriera solistica, Cambini passa alla composizione di musiche concertanti, riscuotendo grande successo presso gli amateurs. Nel 1776 esordisce nel teatro con Les Romans, ma l'opera cade schiacciata dall'Alceste di Gluck; passato dai piccinnisti ai gluckisti continua a produrre per il teatro ma con esiti per lo più modesti; durante la Rivoluzione compone musiche patriottiche e una grande opera 'rivoluzionaria', Nantilde et Dagobert. Poi inizia il declino: escluso dalle istituzioni musicali, le sue musiche non sono né eseguite né pubblicate; sopravvive lavorando come adattatore e, si sospetta, come falsario per editori musicali. Tuttavia riesce a pubblicare sei quartetti di ammirevole fattura e collabora con due periodici musicali, esprimendosi contro i compositori che non gradisce con una veemenza tale da procurargli ostilità. Dal 1816 si perdono le sue tracce e la sua fine resta misteriosa: le fonti lo danno morto in miseria, forse suicida. Nei decenni seguenti di lui sopravvive la fama di compositore abile ma mediocre, e di uomo dissoluto e infido, che tramò contro Mozart e si mostrò servile con Gluck. Se i lavori di Brook e di Trimpert (1962 e 1967) ne hanno rivalutato la musica e il ruolo storico, questo volume ne ricostruisce la carriera e gli ambienti in cui si è sviluppata e offre una ricostruzione dettagliata dell'opera e delle fonti.…

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Add to basketBrossura. Condition: nuovo. LIM, 2026. X + 422 pp. ISBN: 9788855434775 -- Sommario/Argomento Quando intorno al 1770 Giuseppe Cambini arriva a Parigi (dopo avere vissuto si dice un periodo di schiavitù), è già un musicista esperto; ma con chi si sia formato il compositore toscano (originario non di Livorno, ma di Montelupo Fiorentino) resta incerto: le fonti coeve lo danno allievo di Nardini e di Manfredi per il violino, di padre Martini, di Piccinni e di Haydn per la composizione. Del rapporto coi primi due scrisse egli stesso nel noto articolo del 1804 sull'esecuzione quartettistica nel quale racconta l'esperienza giovanile come viola del "Quartetto Toscano". Abbandonata la carriera solistica, Cambini passa alla composizione di musiche concertanti, riscuotendo grande successo presso gli amateurs. Nel 1776 esordisce nel teatro con Les Romans, ma l'opera cade schiacciata dall'Alceste di Gluck; passato dai piccinnisti ai gluckisti continua a produrre per il teatro ma con esiti per lo più modesti; durante la Rivoluzione compone musiche patriottiche e una grande opera 'rivoluzionaria', Nantilde et Dagobert. Poi inizia il declino: escluso dalle istituzioni musicali, le sue musiche non sono né eseguite né pubblicate; sopravvive lavorando come adattatore e, si sospetta, come falsario per editori musicali. Tuttavia riesce a pubblicare sei quartetti di ammirevole fattura e collabora con due periodici musicali, esprimendosi contro i compositori che non gradisce con una veemenza tale da procurargli ostilità. Dal 1816 si perdono le sue tracce e la sua fine resta misteriosa: le fonti lo danno morto in miseria, forse suicida. Nei decenni seguenti di lui sopravvive la fama di compositore abile ma mediocre, e di uomo dissoluto e infido, che tramò contro Mozart e si mostrò servile con Gluck. Se i lavori di Brook e di Trimpert (1962 e 1967) ne hanno rivalutato la musica e il ruolo storico, questo volume ne ricostruisce la carriera e gli ambienti in cui si è sviluppata e offre una ricostruzione dettagliata dell'opera e delle fonti.…
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