Ivi 1739 (3 results)
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Add to basketCondition: Discreta. libro, xilografia, calcografia. In 4°, (cm 25). pp. [4], XXVIII, 418, [2]. 15 tavole calcografiche ripiegate internamente in fine al volume con schemi geometrici e diagrammi astronomici. Frontespizio con marca tipografica di Lelio della Volpe recante il motto "Reddit Rebus Lux Alma Colores". Coperta in mezza pergamena, piatti in cartonato rigido marmorizzato; dorso con indicazione manoscritta di autore e titolo abbreviato. Tagli spruzzati in rosso. Discreto stato di conservazione: tracce di foxing. Timbro di possesso estinto alla prima carta di guardia e al frontespizio, appartenuto all'Avvocato Germano Mastellari. Celebre trattato pubblicato postuma a dieci anni dalla morte dell'autore a cura dei suoi allievi dell'Istituto delle Scienze di Bologna. Eustachio Manfredi, primo direttore della Specola bolognese e membro della Royal Society, racchiude in quest'opera una sintesi organica dell'astronomia sferica e della meccanica celeste del Settecento. Formato: In 4°.…
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Add to basketCondition: Discreta. libro, xilografia. In 4°, (cm 24). pp. [4], 80. 6 tavole ripiegate internamente alla fine del testo e numerose tabelle interne. Coperta in mezza pergamena, piatti in cartonato rigido marmorizzato; dorso con tassello recante il titolo impresso in oro. Discreto stato di conservazione: tracce di foxing. Ex libris al verso del piatto anteriore "Canterzani"; doppio timbro di possesso estinto, al frontespizio e alla carta successiva, Germano Mastellari, avvocato penalista Bolognese, rinomato soprattutto per essere stato il difensore della famiglia Zamboni dopo l'attentato a Mussolini. Faceva inoltre parte del Cda del Resto del Carlino e socio dal 22-02-1905 fino al 26-06-1910 della "Società degli Uomini Eminenti" - massoneria bolognese. Trattato geometrico dell'aberrazione annua delle stelle fisse; nei primi sette capitoli Manfredi modella le leggi teoriche dello spostamento stellare basandosi sull'ipotesi eliocentrica. Negli ultimi due confronta questi modelli con le misurazioni di vari astronomi europei con i propri rilievi del 1727-1728, evidenziando la necessità di strumenti più stabili per conferme definitive. Nell'introduzione prende le distanze dalle implicazioni eliocentriche, sostenendo che tali moti non provano il sistema copernicano, che giudica vacillante. Formato: In 4°.…
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Add to basketCondition: Ottima. libro, calcografia. In-4°, (cm 25) pp. (4) 397 (3), vignetta calcografica al frontespizio tipografico (marca editoriale del Volpe con Bologna sullo sfondo), con deliziose testatine e finalini incisi su rame da Giuseppe Maria Cantarelli (notizie: attivo a Bologna dal 1735-1744). La calcografia della pianta di San Petronio è sottoscritta da Egidio Maria Bordoni [1695-1723 (fl.)]. All'interno del volume, interessante citazione del Manfredi sulla meridiana costruita nel 1575 da Egnazio Danti [cfr. p 67 Società italiana di archeoastronomia, V congresso, settembre 2005, Francesco Castaldi, La prova azzardata]. «Bisogna aver letto il De Gnomone Meridiano Bononiensi di Eustachio Manfredi per capire e apprezzare più profondamente quale formidabile strumento sia stato e quanta astronomia si possa imparare da esso. Il suo trattato, pubblicato nel 1736, è un dettagliato resoconto di ottant'anni di misure, calcoli e ricerche, con la spiegazione di tutte le tecniche con cui si determinavano dati di un'accuratezza mai raggiunta prima per quella rifondazione dell'astronomia che caratterizzò la sua epoca». (In: Le correzioni ai rilievi solari odierni sulla meridiana di S. Petronio di Alberto Nicelli). La meridiana di San Petronio, è una delle più interessanti ed importanti testimonianze dei progressi scientifici raggiunti nel XVII secolo e quando fu costruita nel 1655/56, con i suoi 66,8 metri, era la più lunga del mondo. Il ferro gnomonico con relativo foro è posto a 27 metri di altezza. Formato: In 4°.…