Mario Guarnieri (6 results)

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Condition: good. Befriedigend/Good: Durchschnittlich erhaltenes Buch bzw. Schutzumschlag mit Gebrauchsspuren, aber vollständigen Seiten. / Describes the average WORN book or dust jacket that has all the pages present.

Published by Editore: Forni ed. Bologna 1977 1977
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Condition: UsatoBuono. Bross., cm 24x17, pp 321. Ristampa dell'ed. del 1924.

Published by Città di Castello, Il Solco 1921. 1921
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In-16° pp. 268, bross. edit. lievi tracce d'uso.
Published by Il Solco, Città di Castello 1921
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Un volume (19,5 cm) di 268-(3) pagine, in barbe. Brossura editoriale con xilografia e titolo alla copertina. Buone condizioni. Prima importante analisi, contemporanea, della nascita e della diffusione dei Consigli di Fabbrica, con le tesi dell'Internazionale comunista e il testo della mozione di Angelo Tasca alla CdL di Torino.
Published by La Tipografica, Milano 1921
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Pubblicazione (22,5 cm) di 36 pagine; tratti a penna ai margini delle ultime pagine. Brossura editoriale, con titolo alla copertina; occhiello Confederazione Generale del Lavoro. Ottime condizioni. - Mario Guarnieri (1886-1974) "non si oppose alla costituzione dei consigli di fabbrica, cercando piuttosto sia di smussarne le punt…e più eversive rispetto alla consueta prassi sindacale sia di ricondurli nell'ambito di un più cauto progetto di "controllo sindacale".Al V congresso della Confederazione generale del lavoro ritornò sul tema dei consigli di fabbrica e criticò i comunisti per la loro tendenza a subordinare la lotta sindacale a quella politica, ovvero a "dare maggiore importanza alle funzioni politiche che a quelle sindacali" (da Dizionario Biografico Treccani) - (Da I congressi di svolta della Cgil): "Nel passaggio tra 'biennio rosso' e 'biennio nero', il V Congresso nazionale di Livorno (1921) ebbe il grande merito storico di scongiurare la scissione dei comunisti avvenuta, invece, in modo lacerante a livello di partiti ma, sul piano politico, non modificò nulla della linea maturata tra il 1906 e il 1908. Fu chiaro, in quella circostanza, come la CGDL di Ludovico D'Aragona non comprendesse a pieno né la portata immane dei cambiamenti sociali e culturali introdotti dalla Grande Guerra, né i pericoli che si celavano dietro l'alleanza tra ceti possidenti e squadrismo nero, a cui ben presto il ceto medio avrebbe fornito il consenso necessario per l'impianto del «regime reazionario di massa».

Published by Il Solco, Città di Castello 1921
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In-8° (cm. 19,2), pp. 268, (3). Brossura editoriale con bellissimi ornamenti floreali liberty in rosso e nero al piatto ant. che è parzialmente staccato. Mende al pur ben cucito dorso. Bordi ingialliti. GUARNIERI, socialista, sindacalista, diresse vari periodici, tra cui il "Corriere BIELLESE", organizzò gli scioperi dei ferrovi…eri e delle mondine, subendo un primo processo per "adunata sediziosa", poi per antimilitarimo; appoggiò le lotte operaie dei tessitori delle fabbriche di MONGRANDO e di ANDORNO, rivendicando il concetto di rappresentanza sindacale, poi a Torino, con Buozzi, funzionario FIOM per il "riformismo pratico". si distinse per l'insistenza con cui cercò di salvaguardare le 8 ore lavorative, i minimi salariali e il riconoscimento delle commissioni interne. Dopo lunghe polemiche con Gramsci sul tema, al V congresso della Confederazione generale del lavoro (Livorno, 26 febbraio - 3 marzo 1921), ritornò sul tema dei consigli di fabbrica e criticò i comunisti per la loro tendenza a subordinare la lotta sindacale a quella politica.