Seller: Libro Co. Italia Srl, San Casciano Val di Pesa, FI, Italy
Brossura. Condition: new. Genova, 2022; br., pp. 184, ill. col., cm 16x24. Tra i tesori che gli Este ci hanno lasciato non ci sono solo importanti dipinti e sculture di noti maestri, ma c'è anche una ricchissima collezione di arti decorative. Sono oggetti questi che spesso avevano funzionalità fittizie: coppe da cui nessuno mai bevve, vassoi che nessuno mai portò in tavola, brocche sempre asciutte, coltelli e cucchiai rimasti in vetrina. Oggetti creati a scopo ornamentale ovvero per ricordare le meraviglie del mondo, sia naturali che artificiali.Madreperle, noci di cocco, conchiglie, zucche incise, pietre semipreziose, materiali rari, esotici. Tutti apprezzati e subordinati a una lussuosa domesticità che serviva a ordinare un mondo nuovo e in espansione.Tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVIII, gli Europei spinsero i loro galeoni attraverso gli oceani in cerca di nuove rotte commerciali. Naturalisti, filosofi e i loro prìncipi cominciarono a raccogliere e collezionare oggetti che rappresentassero questo mondo in espansione, improvvisamente più grande, più ricco e più vario. Nacquero così le wunderkammern o camere delle meraviglie dove il mondo veniva guardato, studiato, capito, e ordinato secondo nuove tassonomie.Gli oggetti descritti in questo volume sono parte di questa cultura materiale che ci rimanda allo stupore del continente europeo di fronte a un mondo nuovo e al desiderio di possesso che presto trasformò la meraviglia in espansione egemonica. Libro.
Seller: EDITORIALE UMBRA SAS, Foligno, PG, Italy
Condition: Nuovo. Bross., cm 24 x 17, pp 183, molt. tavv a colori e ill. in b/n. - ISBN: 9788863738469.
Brossura. Condition: nuovo. Anno: 2018. Pagine: 332; ill. Edizioni Università di Trieste --- Il volume indaga le relazioni diplomatiche, artistiche e culturali tra Parigi e Modena negli anni di governo di Francesco I (1610-1658) e Alfonso IV d'Este (1634-1662) e il conseguente influsso francese sull'immagine del ducato. Dai dispacci degli ambasciatori ducali a Parigi, che svelano l'innesto a Modena di un gusto transalpino, alla produzione letteraria di Girolamo Graziani (1604-1675), stipendiato dagli Este e da Luigi XIV, lo studio segue la parabola artistica del francese Jean Boulanger (1608-1660) e si concentra sui suoi affreschi nella delizia di Sassuolo e in quella perduta delle Pentetorri. Ne emerge un quadro inedito dell'articolata migrazione artistica tra Modena e la Francia del Re Sole e una nuova rotta culturale tra le corti d'Europa nel Seicento.