Published by Rodolfo Vismara, PIACENZA, 1823
Seller: Biblioteca di Babele, Tarquinia, VT, Italy
Condition: DISCRETO USATO. ITALIANO Opera non completa, presente solo tomo II. Con un breve commentario estratto da uno più ampio ad uso di quelli che leggono le di lui opere, e coll'aggiunta di quattro memorie sulla fertilità della Giudea. Prima versione italiana sopra l'edizione decima di Lione. Il volume si presenta in discreto stato di conservazione. Il dorso e le copertine mostrano segni di usura e tarlo. Le pagine interne sono ingiallite dal tempo e fruibili con fioritura, segni di tarlo. I tagli bruniti e regolari. La cerniera è ben salda. Numero pagine 358.
Published by Rodolfo Vismara., Piacenza., 1823
Seller: Libreria M. T. Cicerone, Roma, RM, Italy
Brossura. In 16°, br. , pp. XXIV + 3 cc. nn. + pp. 296. Barbe. Fioriture. Esemplare semi sciolto. Mende al d. (anche rinf.). Disponiamo solo del 1° tomo sopra descritto.
Published by Chez Ayné frères, A Lyon, 1822
Seller: Gilibert Libreria Antiquaria (ILAB), Torino, TO, Italy
3 voll. in-8° (177x105mm), pp. XXXVIII, 262; 393; (4), 436; legatura coeva p. pelle con titolo e segnatura di volume in oro su doppio tassello e fregi in oro ai dorsi. Tagli marmorizzati. Nota manoscritta del tempo di conferimento dei volumi in premio scolastico. Fioriture. Alcuni restauri ai dorsi. Buon esemplare. Dodicesima edizione, riveduta, corretta e aumentata, della nota opera antivolterriana dell'abate Guenée (Étampes, 1717-Fontainebleau, 1803). L'ecclesiastico francese finge che numerosi ebrei del Portogallo, della Germania e della Polonia indirizzino a Voltaire delle missive al fine di confutare l'interpretazione delle Sacre Scritture fornita da Voltaire nel Dictionnaire Philosophique e nel corpus dell'intera sua opera. Attraverso la finzione letteraria delle lettere degli ebrei, il Guenée intende in realtà, per vie traverse, intessere un'apologia del credo cristiano, esente, tuttavia, da qualsiasi fanatismo. Proprio in virtù della sua moderazione, questo pseudo epistolario venne benevolmente accolto dallo stesso Voltaire, che, scrivendo a D'Alembert, riconobbe al Guenée ingegno non comune. Lo stesso Voltaire, nel 1777, scrisse una replica indirizzata contro la quarta edizione dell'opera del Guenée ed intitolata Un Chrétien contre six Juifs. L'opera ebbe, fra i suoi più illustri estimatori, Chateaubriand. Il Guenée fu professore di eloquenza al Collège du Plessis di parigi (1741-1762), canonico di Orléans, membro dell'Académie des Inscriptions dal 1778. La presente è la sua opera maggiormente conosciuta e significativa. Cfr. Brunet, Table, 1859. Barbier, II, 1260. Cioranescu, 32866.
Published by presso G. P. Merande, in Napoli, 1792
Seller: Gilibert Libreria Antiquaria (ILAB), Torino, TO, Italy
3 voll. in-8° (210x134mm), pp. XLVIII, 315, (5); (4) 284; (4), 281; brossura muta grigia coeva. Usuali fioriture, ma buon esemplare in barbe. Antichi ex-libris manoscritti ai frontespizi di estinta biblioteca. Prima traduzione italiana (dovuta al sacerdote trentino Antonio Inama) della nota opera antivolterriana dell'abate Guenée (Étampes, 1717-Fontainebleau, 1803). L'ecclesiastico francese finge che numerosi ebrei del Portogallo, della Germania e della Polonia indirizzino a Voltaire delle missive al fine di confutare l'interpretazione delle Sacre Scritture fornita da Voltaire nel Dictionnaire Philosophique e nel corpus dell'intera sua opera. Attraverso la finzione letteraria delle lettere degli ebrei, il Guenée intende in realtà, per vie traverse, intessere un'apologia del credo cristiano, esente, tuttavia, da qualsiasi fanatismo. Proprio in virtù della sua moderazione, questo pseudo epistolario venne benevolmente accolto dallo stesso Voltaire, che, scrivendo a D'Alembert, riconobbe al Guenée ingegno non comune. Lo stesso Voltaire, nel 1777, scrisse una replica indirizzata contro la quarta edizione dell'opera del Guenée ed intitolata Un Chrétien contre six Juifs. L'opera ebbe, fra i suoi più illustri estimatori, Chateaubriand. Il Guenée fu professore di eloquenza al Collège du Plessis di parigi (1741-1762), canonico di Orléans, membro dell'Académie des Inscriptions dal 1778. La presente è la sua opera maggiormente conosciuta e significativa. Melzi, II, 115 (mette in dubbio l'esistenza di quest'edizione: Ignoriamo se questa traduzione sia stata impressa). Cfr. Brunet, Table, 1859. Barbier, II, 1260. Cioranescu, 32866.