Published by Stamperia Simoniana, Napoli, 1761
Seller: Libreria Parolini sas, Bologna, BO, Italy
pp. (20)-358 8° gr. Vignetta silografica sul frontespizio. Ritratto dell'A. inciso da F. Morghen, protetto da velina. Poesie in latino, italiano e napoletano. Segue: Parte dell'Iliade di Omero in lingua napoletana. Buon restauro di alcuni cm. nel margine inferiore del frontespizio e in minima parte in quello del ritratto. Peraltro esemplare in ottimo stato leg. coeva in piena pergamena, tassello con titolo oro sul dorso, tagli colorati.
Published by presso Gennaro Reale, Napoli, 1810
False (illustrator). In-8°, pp. XXX, (2), 260, 66, (2), le ultime carte mal impaginate, il secondo frontespizio è rilegato in fondo al volume. Legatura coeva in piena pergamena rigida, titolo su tassello e fregi in oro al dorso.
Published by Stamperia Simoniana, NAPOLI, 1761
Seller: Biblioteca di Babele, Tarquinia, VT, Italy
Condition: DISCRETO USATO. ITALIANO Libro usato che potrebbe presentare segni di usura e del tempo. Possono esserci danni alla copertina. La rilegatura potrebbe essere allentata, ma l'integrità non è compromessa. Potrebbero esserci scritte, sottolineature ed evidenziazioni al testo. Le pagine potrebbero presentare ingiallimento e fioritura come i tagli. La foto corrisponde al libro in vendita. Altre foto su richiesta. Diffusa foratura da tarlo. Ritratto all'antiporta. Numero pagine 358.
Published by presso Gennaro Reale,, Napoli,, 1810
Seller: Studio Bibliografico Benacense, Riva del garda, TN, Italy
Cm. 16, pp. xxx (2) 260, 66 (2). Solida legatura ottocentesca in mezza pelle verde con piccole punte; dorso liscio con fregi e titoli in oro su tassello. Esemplare con qualche fioritura, ma genuino ed in ottimo stato di conservazione. Si tratta verosimilmente della terza edizione che segue le impressioni del 1761 e 1789.
In-4°; pp. (20), 358 (i.e. 350) la numerazione salta da 99 a 108, manca l'ultima. (vedi ICCU variante C); un legno al frontespizio, capilettera e testatine xilografiche nel testo legatura in mezza pelle con angoli, titolo in oro al dorso. Raccolta di componimenti in versi del giurista e poeta napoletano Niccolò Capassi (1671-1745), noto per le arguzie, le maldicenze e le oscenità che amava tradurre in versi in dialetto napoletano. Sono qui raccolte poesie in latino, iscrizioni, sonetti, componimenti sugli strangolapreti (dove si nomina la mozzarella) e gli gnocchi, e i primi sette libri dell'iliade di Omero tradotta in lingua napoletana.
Published by Nella Stamperia Simoniana., Napoli., 1761
Seller: DARIS SAS, Lucca, LU, Italy
In-4° antico, cm. 23x16,5, legatura in tutta pergamena con titolo in oro al dorso, pp. n.n 22, n. 321, con un ritratto del poeta inciso all'antiporta e finalini in xilogrfia. Lievi brunitura e una leggera trasparente macchia di inchiostro alle pag, 356-57. Ex-libris 'Dario Faucci' -(Niccolò Capasso, o anche Nicola Capasso (Grumo Nevano, 13 settembre 1671 Grumo Nevano, 1744), è stato un poeta, teologo, letterato e giureconsulto italiano. La sua opera principale fu una propria versione dell'Iliade di Omero. Nel 1761 fu pubblicata una raccolta di sue poesie dal titolo 'Varie poesie').
Published by Napoli. nella Stamperia Simoniana, 1761
Seller: Tosi, Laveno-Mombello, VA, Italy
In-8vo (cm. 22) con1 ritr. f.t. inc. su rame, fregi xil. n.t., pp. (20) 358 (2) erroneamente numerata 131 e 132 l'ultima carta. Incisione alla sguardia. Perg. coeva muta, tagli spruzzati. L'opera comprende anche i primi sei libri dell'Iliade tradotti in lingue napoletana. Strappo a una ca. senza perdite. Ottimo es.ID: CW_13761.
Seller: LIBRERIA ANTIQUARIA SOAVE, TORINO - TO, TO, Italy
Napoli, Stamperia Simoniana, 1761. In-4° piccolo (20 x 15), pp. (20)+360 (mal numerate 132), con un ritratto dell'autore inc. su rame in apertura (rifilato nel margine inferuiore). Leg. piena pergamena antica ma non coeva, titoli in oro al dorso. Forellino di tarlo nel margine inferiore dei primi ff., ma buon esemplare per il resto. (1878) Edizione postuma che raccoglie la principale produzione poetica del noto letterato e giurista di Aversa Niccolò Capasso (1671-1745), una delle figure dominanti della scena letteraria napoletana di quegli anni, legato alle correnti anticuriali e assolutiste, amico (con qualche dubbio) di Giambattista Vico e di Pietro Giannone. Sono qui raccolte poesie italiane, latine e napoletane, scritte in varie occasioni; ma la parte più curiosa è l'Iliade di Omero tradotta in lingua napoletana (pp. 133-358), comprendente i primi 7 libri del poema omerico. Da notare, a p. 29, un sonetto di Giambattista Vico, in risposta ad un carme del Capassi per le nozze di Adriano Carafa, dedicato al Vico stesso (in cui l'A. definisce il Vico "patriae nostrae decus"). Sulla figura e la vasta produzione letteraria del Capassi cfr. D.B.I., XVIIII/pp. 397 e segg.: "Le composizioni in latino maccheronico, i numerosissimi versi in dialetto napoletano, ancor oggi solo in parte pubblicati . frutto di una fertile capacità di improvvisazione, costituirono per decenni svago non incolto per la società letteraria della capitale". Croce e Nicolini, Bibliogr. Vichiana, I/pp. 178-79: "Il Capasso . collega del nostro (Vico) nell'insegnamento universitario, era apprezzato ai suoi tempi quale buon conoscitore di materie giuridiche ed esperto grecista e latinista; oggi, più che altro, è ricordato come. inventivo macchinatore di beffe e buffonate. e perenne canzonatore e tormentatore di amici e colleghi (cfr. ancora pag. 181 per il sonetto vichiano). Sul Capassi cfr. anche Martorana, pp. 78-80.
Seller: LIBRERIA ANTIQUARIA SOAVE, TORINO - TO, TO, Italy
Napoli, Stamperia Simoniana, 1761. In-4° piccolo (20 x 15), pp. (20)+360 (mal numerate 132), con un ritratto dell'autore inc. su rame in apertura (rifilato nel margine inferuiore). Leg. piena pergamena antica ma non coeva, titoli in oro al dorso. Forellino di tarlo nel margine inferiore dei primi ff., ma buon esemplare per il resto. (1878) Edizione postuma che raccoglie la principale produzione poetica del noto letterato e giurista di Aversa Niccolò Capasso (1671-1745), una delle figure dominanti della scena letteraria napoletana di quegli anni, legato alle correnti anticuriali e assolutiste, amico (con qualche dubbio) di Giambattista Vico e di Pietro Giannone. Sono qui raccolte poesie italiane, latine e napoletane, scritte in varie occasioni; ma la parte più curiosa è l'Iliade di Omero tradotta in lingua napoletana (pp. 133-358), comprendente i primi 7 libri del poema omerico. Da notare, a p. 29, un sonetto di Giambattista Vico, in risposta ad un carme del Capassi per le nozze di Adriano Carafa, dedicato al Vico stesso (in cui l'A. definisce il Vico "patriae nostrae decus"). Sulla figura e la vasta produzione letteraria del Capassi cfr. D.B.I., XVIIII/pp. 397 e segg.: "Le composizioni in latino maccheronico, i numerosissimi versi in dialetto napoletano, ancor oggi solo in parte pubblicati . frutto di una fertile capacità di improvvisazione, costituirono per decenni svago non incolto per la società letteraria della capitale". Croce e Nicolini, Bibliogr. Vichiana, I/pp. 178-79: "Il Capasso . collega del nostro (Vico) nell'insegnamento universitario, era apprezzato ai suoi tempi quale buon conoscitore di materie giuridiche ed esperto grecista e latinista; oggi, più che altro, è ricordato come. inventivo macchinatore di beffe e buffonate. e perenne canzonatore e tormentatore di amici e colleghi (cfr. ancora pag. 181 per il sonetto vichiano). Sul Capassi cfr. anche Martorana, pp. 78-80.